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Perle Akoya

Le caratteristiche e i prezzi delle perle Akoya

Le Akoya sono perle d’acqua salata, coltivate storicamente nei mari del Giappone, ma diffusesi ultimamente anche in Cina, Vietnam e Corea del Sud. Sono le perle considerate “classiche”, quelle più apprezzate dalla gioielleria e le più adatte per braccialetti, orecchini o collane di Perle Akoya, come il classico filo di perle.

Perle Akoya: diametro, lucentezza, forma e colore

Il loro diametro è limitato, va dai 2 ai 10 mm al massimo, ma le caratteristiche che le rendono così apprezzate sono la lucentezza e la perfezione della superficie. Generalmente l’80% di queste perle di coltura risulta quasi totalmente privo di caratteristiche naturali ed evidenti imperfezioni di superficie. Per la maggior parte si tratta di perle dalla forma sferica (in percentuale molto maggiore rispetto alle perle coltivate dei Mari del Sud o d’Acqua dolce).

Anche le perle Akoya possono comunque assumere forme differenti: a goccia, ovale o a bottone. Sono di colore bianco con sfumature che vanno dal crema al rosa o il classico argentato e più raramente possono assumere anche toni dorati.

Il prezzo delle perle giapponesi Akoya è generalmente maggiore rispetto alle perle d’Acqua dolce (anche in virtù del fatto che vengono prodotte in numero minore, considerato che l’ostrica è un mollusco relativamente produttivo).

Le 5 caratteristiche essenziali per selezionare le perle Akoya

Per garantirne la qualità eccelsa, il Japan Pearl Exporters’ Association ha istituito un nuovo metodo di selezione in special modo sulle perle Akoya, regolato da queste 5 essenziali caratteristiche:

spessore del nacre, ovvero lo strato di madreperla che ricopre il nucleo, che deve essere abbastanza spesso da non lasciar intravedere il nucleo altrimenti vengono messe da parte;

lustro e chiarezza, che se risultano spenti oppure intaccati da grandi quantità di calcite o materiale organico ne compromettono la bellezza;

imperfezioni della superficie, come graffi, ammaccature o incavature tali da danneggiare in modo irreparabile la superficie della perla e per questo vengono scartate;

– danni al nacre, come crepe o principi di sfaldamento fanno sì che la perla venga immediatamente messa da parte;

– danni derivanti da processi chimici, come colorazione eccessiva o sbiancamento tramite candeggina fanno automaticamente eliminare la perla.

Come si coltivano  le perle Akoya?

Le perle Akoya sono perle nucleate rese popolari all’inizio del 1900, grazie al metodo di coltivazione introdotto da Kokichi Mikimoto. L’ostrica da cui provengono è la Pinctada fucata martensii, un mollusco di modeste dimensioni che rispetto alle altre varietà può sopportare fino ad un massimo di 3 nuclei innestati contemporaneamente. Il numero di innesti andrà comunque a variare in base alle dimensioni delle perle Akoya che si desidera ottenere.

Le Akoya sono ostriche di dimensioni relativamente modeste

Il metodo di coltivazione di questa tipologia di perle è il medesimo di quello delle perle d’Acqua dolce e consiste nell’innesto del frammento di tessuto dell’ostrica donatrice nella gonade (l’organo sessuale dell’ostrica). A differenza di queste ultime però, le perle Akoya hanno un nucleo di madreperla e dimensioni mediamente maggiori.

I tempi di maturazione di queste stupende perle variano dagli 8 mesi ai 2 anni: solitamente i coltivatori attendono minimo un anno per procedere con il raccolto, in virtù del fatto che il tempo è uno dei fattori che contribuisce ad aumentare le dimensioni della gemma. Altri fattori sono la temperatura dell’acqua (le ostriche Akoya prediligono ambienti freddi, comunque non inferiore ai 13°) e le metodologie di allevamento. Generalmente il nacre più pregiato si ottiene quando le temperature scendono lentamente dai 20 ai 15 gradi.

La differenza tra perle Akoya giapponesi e cinesi

Ancora oggi il Giappone continua ad essere un attore di primo piano nell’industria perlifera internazionale, ma ci sono delle aree in cui è stato superato dalla concorrenza.

Quando i cinesi iniziarono a coltivare le perle Akoya, 40 anni fa, ebbero un successo limitato. Fino al 1990 non venivano prodotte Akoya con un certo valore commerciale in Cina.

Oggi invece si può dire che le perle cinesi abbiano raggiunto in termini di qualità quelle giapponesi. I cinesi hanno finalmente cominciato a puntare seriamente sulla qualità a discapito della quantità, e si prendono cura ed il tempo necessario per coltivare perle per periodi più lunghi, al pari dei coltivatori del sol levante.

La qualità delle Akoya prodotte dalla Cina sta diventando così elevata, che  le perle di fascia superiore possono competere tranquillamente con la produzione di alta categoria giapponese.

I cinesi si stanno specializzando soprattutto nella produzione di perle di piccole dimensioni, mentre i giapponesi ancora dettano legge sulle dimensioni più elevate: i cinesi hanno cominciato ad intensificare la produzione di Akoya dai 4 agli 8 mm, ma ancora non padroneggiano la produzione di perle che vanno dagli 8,5 mm in su.

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